Emozioni

Riconoscerle, gestirle, sfruttarle

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2007
25
Mar

La via del cambiamento

di Eugenio Guarino



Grazie per i vostri commenti a "Come si fa a controllare le emozioni".

Oggi voglio commentare e rispondere ai vostri spunti. Sarà l’occasione per ribadire alcuni concetti e introdurne dei nuovi.

Grazia si è resa conto dell’origine delle sue emozioni ma non è riuscita a venirne fuori. Che cosa può aver impedito a Grazia di risolvere in positivo le sue emozioni paralizzanti? Probabilemte Grazia ha iniziato un percorso che non è ancora giunto a conclusione.

Ripassiamo le tappe indicate nell’articolo precedete:

1) Allenati ad ascoltare i segnali emotivi

2) Indaga sull’origine delle tue emozioni

3) Divertiti a scoprire il messaggio positivo dell’emozione

4) Usa l’emozione a tuo favore sfruttandola per darti energia, positività e convogliandola verso comportamenti produttivi

5) Descrivi ciò che provi infondendo fiducia a te stesso e aprendoti agli altri con sincerità. Così facendo creerai un rapporto empatico, gli altri ti apprezzeranno e si instaurerà un’atmosfera perfetta per parlare e agire in libertà.

I primi due passi sono stati compiuti. Ma gli altri tre?

Grazia, quando non riesci a interrompere i comportamenti che vorresti evitare è perchè provi simultaneamente repulsione e attrazione verso i comportamenti che metti in atto.

Anthony Robbins in "Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanaziario" parla di misto di piacere e dolore. Non hai associato abbastanza dolore all’emozione paralizzante e trai ancora del beneficio da quell’emozione.

Può essere che sei rimasta vittima di un modello comportamentale (vittima, sofferente, sensibile, …) che rifiuti ma che per certi versi può esserti comodo? Essere vittima non è bello ma fa guadagnare l’attenzione e la cura degli altri.

Come minimo non cambiare ti risparmia lo sforzo necessario per uscire da un terreno conosciuto e questo bilancia il dolore, gli aspetti negativi che conseguono dal rimanere quella che sei.

Quindi, Grazia, sei sulla buona strada e ti invito a percorrere il terzo, il quarto e il quinto passo.

Hai scoperto quello che c’è di buono o che potrebbe esserci di positivo nell’emozione che provi?

Quale è il messaggio produttivo che ti invia l’emozione?

La stessa emozione che ti paralizza può darti la forza per alzare il freno e spingere sull’acceleratore. Indaga a fondo sulle tue emozioni, falle emergere, descrivile, parlane e vedrai che riuscirai a libererarti dai loro effetti deteriori e a sfruttarle come carburante per adottare comportamenti e atteggiamenti produttivi.

L’intervento di Stefania è perfetto. Mette in luce alcuni aspetti comportamentali tipici. Prima di tutto Stefania identifica molto bene nella sua collega una serie di modelli comportamentali classici in cui tutti siamo caduti e rischiamo di cadere.

Ecco i modelli della collega di stefania: la vittima, l’insicura, la permalosa, la lamentosa, la depressa.

Quali sono invece i modelli a cui si affida Stefania? L’entusiasta, l’arrabbiata, altri?

E’ normale, tutti noi adottiamo dei modelli e cerchiamo di attenerci ad essi. Ci siamo affezionati. Ci fanno sentire protetti, tranquilli.

Mantenendoci fedeli a questi modelli sappiamo perfettamente cosa aspettarci da noi stessi e quali saranno le reazioni degli altri. Conosciamo ogni conseguenza positiva e negativa del modello che adottiamo. Gli altri sanno che siamo così e si adeguano ai nostri modelli. Così andiamo avanti senza cambiare.

Chi ce lo fa fare di affrontare terreni nuovi, magari migliori, ma poco conosciuti?

Chi ce lo fa fare se anche gli altri ormai si aspettano da noi gli stessi comportamenti e magari sono i primi a preoccuparsi o a sorprendersi se un giorno decidiamo di avventurarci verso nuovi modelli di comportamento?

Stefania, cosa ti suggerisce il tuo entusiasmo? Rendi il tuo entusiamo più forte dell’ira.

Intendiamoci, se provi un sentimento di rabbia va bene, tutte le emozioni sono lecite.  Quando pensi alla tua collega fai emergere la tua rabbia, sfogala finchè non ti senti meglio. Probabilmente lasciare il tuo commento al mio articolo è servito proprio a questo.

Poi indaga da dove deriva la tua rabbia. E’ solo per il comportamento della tua collega? Può essere che il comportamento della tua collega faccia riemergere in te qualche vecchia ferita non risolta? Cosa puoi fare per migliorare il vostro rapporto. Potrebbe essere utile parlarle? Prova a immedesimarti nella tua collega e cerca di capire le ragioni profonde del suo comportamento. Prova a fare delle ipotesi. Identificati in lei fino a comprenderla. Poi trova il modo di parlarle, guardala negli occhi, raccontale quello che provi quando lei si comporta così e perchè provi quelle emozioni. Falle capire che la comprendi, parlale delle tue ipotesi. Falle capire che tieni distinte le emozioni dai comportamenti e i comportamenti dalla persona.

Parlandole con emozione delle emozioni che provi e di quelle che lei probabilmente prova abbatterai le barriere della comprensione, le resistenze al confronto e al cambiamento, farai emergere il tuo e il suo lato migliore e ne uscirete entrambe più leggere e, se possibile, migliorate.

Prisca, come molti, me compreso, ha fatto di tutto per migliorarsi ma, come molti, me compreso, ogni tanto crolla. Continua ad avere pensiero per il giudizio degli altri e a sentirsi insicura.

Alzi la mano chi non ha letto manuali, frequentato corsi, ascoltato ottimi consigli che sono serviti  …. a poco o niente!

Leggiamo consigli di buon senso, diamo consigli di buon senso. Ma non cambiamo. Perchè?

Uhmm vediamo. Quanto di quello che leggiamo e che ci sembra sensato, o di quello che raccomandiamo agli altri mettiamo in pratica? Io parlo per me: mah forse un terzo.

Spesso spendiamo l’80% del nostro tempo a imparare a migliorare e il 20% ad agire concretamente per farlo.

Penso che dovremmo fare esattamente il contrario. 20% del tempo per imparare e 80% a agire!

Altre volte ci poniamo obiettivi impossibili, non li raggiungiamo, ci scoraggiamo e la piantiamo lì. Sbagliato. La strategia giusta è andare avanti muovendosi con un piccolo passo per volta. Conseguire piccoli successi che ci motivano a ottenerne altri, e poi altri e poi altri, poi persistere, andare avanti fino ad ottenere grandi risultati.

Prisca, prendi un diario e ogni giorno scrivi un piccolo passo, mi raccomando piccolo, che ti aiuti a superare la tua insicurezza e la tua ansia. Qualcosa che ti impegni a fare o non fare, a dire o non dire. Impegnati a conseguire piccoli progressi quotidiani. Poi, lasciati motivare dai risultati ottenuti per conseguirne dei nuovi sempre più sfidanti e

…continua a seguire questa rubrica perchè la prossima volta parliamo di ansia, sicurezza, autostima e come sempre di

…. E M O Z I O N I.

Continuate a dare linfa alla rubrica lasciando i vostri emozionanti commenti.

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8 Commenti a “La via del cambiamento”

    BereniceVonCalypso scrive:

    Il mio ragazzo ha molti problemi con le emozioni, tali che la nostra storia, di sei anni e passa sta andando a rotoli, perchè non può più nascondere le sue paure dietro ad altri problemi, si è laureato l’altro ieri. Ovviamente questo aggrava i problemi:Perchè adesso deve veramente darsi da fare, non può più vivere alla giornata. Io non so più cosa fare perchè lui non mi crede. Evidentemente non ho la necessaria autorità ai suoi occhi. mi da ragione, poi…continua a fare di testa sua.


    tiziana scrive:

    Io non riesco ad andare oltre il secondo punto.
    Cioè: ascolto i segnali emotivi (per forza, soffro di attacchi di panico e il mio corpo parla e mi manda molt segnali), indago sull’origine ma moltre volte anche se scopro il disagio non riesco proprio a trasformarlo.
    Trasformare una situazione molte volte è, se non difficile, impossibile.Forse trasformarlo significa accettarlo?Non posso cambiare questa situazione e allora l’accetto. Tanto tutto nella vita è in cambiamento e allora passerà.E’ cos


    Stefania scrive:

    Buon Giorno Eugenio, Grazie per la considerazione, mi piace molto il consiglio di rendere il mio entusiasmo più forte dell’ira.Da quel giorno non mi sono più arrabbiata.E’ interessantissimo il discorso di abbandonare certi nostri modelli che noi conosciamo e che gli altri si aspettano da noi. E’ vero che le mie reazioni sono derivate non solo dall’evento in sè e per sè ma da vecchie ferite non risolte. E’ incredibile ma vero: riuscire a parlare con la collega ha avuto un effetto positivo!Grazie!


    Stefania scrive:

    si, quando ho lasciato il mio commento all’articolo “Come si fa a controllare le emozioni” , questo mi è servito molto per sfogare la rabbia di quel momento..grazie ancora


    Grazia scrive:

    Grazie Eugenio!
    Oggi ho seguito in una situazione per me veramente difficile tutti i passi che tu consigli.
    E’ stata dura,ho vissuto un certo malessere ma ce l’ho fatta.Spero giorno dopo giorno di diventare piu’ forte delle mie emozioni.grazie di cuore.


    lettrice scrive:

    20% per imparare, 80% ad agire…comincio subito!


    Eugenio Guarino scrive:

    Brava “lettrice”, fammi sapere come è andata!


    Eugenio Guarino scrive:

    Stefania e Grazia non sapete quanto mi rendono felice i vostri risultati! Grazie a voi per aver condiviso le vostre emozioni.


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