Gestisci le emozioni con la PNL
Spesso mi viene posta questa domanda: ma, in pratica, come faccio a gestire le mie emozioni?
Lo so che devo vincere la paura, ma come faccio?
Sì tutto bello, ma difficile da mettere in pratica.
Una risposta potrebbe arrivare dalla PNL (Programmazione Neuro Linguistica).
Per la definizione di PNL, o se vuoi saperne qualcosa di più ti rimando a http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica.
Le premesse sono molto motivanti, la PNL “insegna” come cambiare stato d’animo in un istante e come provare le emozioni desiderate a comando.
E’ davvero possibile arrivare a questi risultati?
Partiamo da una premessa. In una stessa circostanza due persone potrebbero provare emozioni totalmente diverse, perfino opposte. Ad esempio molti hanno paura di prendere l’aereo. Per me invece, volare, è sempre stata un’esperienza eccitante e piacevole.
Cosa è che determina questo diverso risultato?
Per la PNL lo stato emotivo è il risultato di processi neurologici e chimici che si verificano in un individuo.
Cosa attiva un processo che porta ad una determinata emozione piuttosto che un’altra?
La risposta è semplice. Dipende dalle rappresentazioni interne che ciascun individuo crea nella propria mente.
Il tipo di emozione provata non dipende dall’evento vissuto ma dall’interpretazione di quell’evento, dipende dalla rappresentazione interna che ciascuno crea nella propria mente di quell’evento. La reazione all’evento è soggettiva. Varia in funzione delle immagini, suoni, sensazioni creati da ciascuno nella propria mente in risposta a ciò che si sta vivendo e dalle modalità con cui queste rappresentazioni vengono create.
I sensi costituiscono un filtro soggettivo attraverso il quale ciascuno crea, per parafrasare una nota metafora di Alfred Korzybki, la mappa del territorio, dove la mappa è la rappresentazione soggettiva della realtà e il territorio è la realtà stessa.
Facciamo una prova pratica.
Pensa ad un momento recente che è stato molto triste o particolarmente frustrante, in cui hai provato vergogna o un forte senso di colpa.
Fermati! Concentrati o r a su ciò che stai provando, sulle immagini apparse nella tua mente, sui suoni, i dialoghi interni, le sensazioni fisiche.
Adesso prova a pensare a avvenimento recente in cui ti sei divertito da matti, o hai provato un forte senso di gioia o gratificazione.
Hai notato qualcosa?
Cosa è successo passando da un ricordo all’altro. Sicuramente ti sarai accorto che dentro di te qualcosa è cambiato. Avrai provato una sorta di movimento interno. Se sei particolarmente sensibile avrai osservato una differenza nelle immagini, nei suoni, nelle sensazioni fisiche, in sostanza nel modo in cui hai vissuto mentalmente i due episodi rappresentandoli internamente.
Se i due episodi sono associati a diverse modalità attraverso le quali si realizzano le rappresentazioni interne è intuitivo pensare che un primo modo per gestire le proprie emozioni sia quello agire proprio su quelle. Più avanti ti dirò in dettaglio come.
Un secondo interruttore delle emozioni è rappresentato dalla fisiologia, ossia da come gestisco il corpo: la postura, la respirazione, la tensione il rilascio muscolare.
Se è ovvio per tutti che le emozioni influenzano il corpo, lo è molto meno il contrario. A seconda di come usi il tuo corpo influenzi il tuo stato d’animo.
Anche in questo caso facciamo un esperimento concreto.
Siediti, svuota i polmoni e accelera il respiro, abbassa la testa, curva la schiena e le spalle, abbassa i lati della bocca, stringi gli occhi.
Fermati!
Adesso alzati, fai un bel respiro, alza la testa, raddrizza la schiena, alza e raddrizza le spalle, sorridi, apri bene gli occhi.
Anche in questo caso avrai sicuramente notato un cambiamento di stato d’animo passando dalla prima alla seconda posizione.
Facciamo un altro esperimento.
Ritorna al primo ricordo del primo esperimento (evento triste) e imposta il corpo come indicato nella seconda fase del secondo esperimento (alzati, fai un bel respiro…)
Cosa noti?
Potresti aver notato due cose:
1) Incoerenza
2) Un miglioramento del tuo stato d’animo
Se stai iniziando a prenderci gusto puoi provare a combinare il secondo ricordo (evento allegro) con la prima postura (siediti, svuota i polmoni, ….).
Sarai pervaso da una sensazione di incoerenza ma questa volta rivivrai il ricordo con minore entusiasmo.
In fondo non c’è niente di strano in tutto questo. Tutti noi sappiamo per esperienza quanto una musica, ma ancor più un film possono influire sul nostro stato d’animo. E di cosa è composto un film: di immagini, suoni, dialoghi. Perché allora un film mentale non dovrebbe fare altrettanto.
Ma possiamo andare ancora più in dettaglio. Quello che fa la differenza nel muovere lo stato d’animo non sono tanto le immagini, i suoni, i dialoghi, ma piuttosto la loro qualità.
Immagini lente, sfuocate, in bianco e nero, piccole e lontane, suoni bassi nel volume e nel tono, vedersi agire dall’esterno riduce l’intensità delle emozioni associate a quelle immagini, suoni, azioni.
Al contrario immagini veloci, nitide, intensamente colorate, grandi e vicine, suoni alti nel volume e nel tono e il guardare l’azione con i nostri occhi come, l’essere protagonisti piuttosto che spettatori della scena, aumenta l’intensità delle emozioni.
Prova a rivivere un avvenimento triste o particolarmente frustrante. Focalizzati su immagini suoni azioni. Misura l’intensità delle tue emozioni. Adesso allontana l’immagine e rimpiccoliscila, fai sbiadire i colori e abbassa i suoni, vivi l’evento da spettatore esterno, procedi o r a,
PROSEGUI…
PROSEGUI…
Prosegui…
Prosegui…
Misura adesso l’intensità.
E’ diminuita?
Scommetto di sì
Adesso che stai diventando bravo puoi provare a fare il contrario e cimentarti con avvenimenti felici e gratificanti.
Puoi aggiungere ai ricordi particolari buffi o tristi musiche allegre o malinconiche puoi fare una vera e propria post produzione del film dei tuoi ricordi per modificarne il genere: da commedia a dramma, da grottesco a comico. Prova e vedrai che non è così difficile cambiare le emozioni associate ai nostri ricordi, riattribuire significati ai nostri vissuti.
Per il momento abbiamo messo un bel po’ di carne al fuoco. Mi fermo qui. Adesso tocca a te. Agisci, prova, metti in pratica e inserisci il tuo commento, dimmi che risultati hai ottenuto, dimmi cosa ne pensi, dimmi se conoscevi queste tecniche e se per te sono nuove, dimmi se ti ho aiutato a conoscerle e comprenderle meglio, fammi sapere cosa ne pensi, funzionano?
Rispondono alle tecniche pratiche che cercavi? Sono tutte chiacchiere? Attendo con trepidazione di conoscere il tuo punto di vista, fatevi avanti sostenitori e detrattori della PNL, mi interessa conoscere la vostra opinione!
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Moreno scrive:
30 Ottobre 2007 alle 08:19
Questi esercizi sono la prova “evidente” della interazione profonda tra mente-corpo-emozione.
E se volgiamo andare anche più in la, posso essere considerati come la prova che mente-corpo-emozione sono in realtà la stessa cosa, vista (percepita) a livelli diversi.
moreno
|► Diamo una strigliata ai maestri interiori! Come gestire il dialogo interno per gestire le emozioni scrive:
18 Novembre 2007 alle 19:39
[…] Dopo aver preso in considerazione le tecniche suggerite dalla PNL (http://emozioni.piuchepuoi.it/23/gestisci-le-emozioni-con-la-pnl/) in questo articolo scoprirai come è possibile gestire l’emozioni attraverso il controllo del dialogo interno. […]
Simona scrive:
27 Novembre 2007 alle 11:28
Questo articolo mi è piaciuto tanto. Sì conoscevo qualche cosa, come lo swish ( non so se si scrive così).Penso che il mio maggiore ostacolo, come quello di molti, e pensare che queste tecniche siano un po’ dei “giochini” e che non funzioneranno mai. Non so come si possa superare questo pregiudizion che è davvero frenante. Grazie! Simona
Eugenio Guarino scrive:
27 Novembre 2007 alle 18:35
Come superare il pregiudizio? Provare per credere! Non costa nulla. Non che tutte le tecniche funzionino sempre con tutti. L’importante è provare e poi tenersi caro ciò che funziona CON NOI.
annamaria scrive:
29 Novembre 2007 alle 19:10
e se nn ci sono ricordi particolarmente emozionanti e quelli tristi sono rimossi, come la mettiamo?
Eugenio Guarino scrive:
29 Novembre 2007 alle 21:45
Grazie per il tuo commento Annamaria. Se non hai ricordi emozionanti (neanche uno?) un Piennelista ti risponderebbe "immagina di averne, dipingi nella menteuna situazione che ti emoziona! Creati un’immagine vivida e particolareggiata di quella situazione, pensa a quello che udiresti, alle sensanzioni che proveresti…". Comunque, Annarita, comprendo quello che ci hai voluto dire e ti ringrazio.