Diamo una strigliata ai maestri interiori! Come gestire il dialogo interno per gestire le emozioni
Come puoi cambiare cambiare, mantenere e amplificare uno stato d’animo?
Dopo aver preso in considerazione le tecniche suggerite dalla PNL (http://emozioni.piuchepuoi.it/23/gestisci-le-emozioni-con-la-pnl/) in questo articolo scoprirai come è possibile gestire l’emozioni attraverso il controllo del dialogo interno.
E’ arrivato quindi il momento momento di dare una "strigliata" ai tuoi maestri interiori! Chi sono i maestri interiori? Sono quelli che forniscono argomenti al tuo dialogo interno.
Da dove vengono quelle vocine che senti? Sono gli echi di ciò che ti dicevano le figure guida che hanno accompagnato la tua crescita: i tuoi genitori, i maestri, i fratelli più grandi. Senz’altro l’intento di tutti loro è sempre stato positivo: ma spesso, agli incoraggiamenti, alle parole positive si accompagnavano critiche, i feedback negativi, biasimi, rimproveri, disapprovazioni. Purtroppo statisticamente nell’educazione le critiche vengono utilizzate con molta più frequenza degli apprezzamenti e per di più hanno più probabilità di fissarsi nella memoria. Per questo la maggioranza delle persone ha un dialogo interno prevalentemente negativo.
Tutti noi conosciamo l’effetto devastante di una critica ricevuta se espressa nel modo sbagliato, nel momento sbagliato, dalla persona sbagliata.
Ma se ci pensi bene chi è il peggior critico di te stesso? Beh, sì, hai indovinato: tu stesso! Naturalmente non è detto che sia così sempre, ma sicuramente è successo. Quanto frequentemente questo avviene dipende dal tuo grado di sviluppo personale, da quanto tragitto hai fatto nel tuo percorso di miglioramento e liberazione dai condizionamenti negativi esterni.
Perché è importante controllare il tuo dialogo interno? Perché i tuoi stati d’animo sono fortemente influenzati da quello che dici a te stesso e quindi il suo contributo è fondamentale per gestire le tue emozioni e ancor più per interpretarle ed elaborarle.
Potresti essere indotto a credere che in fondo quello che ti dici non è così importante e quindi a sottovalutare l’impatto del dialogo interno sulle tue emozioni. In effetti finché sei tu stesso a criticarti potresti non fare molto caso agli effetti della tua autocritica. Ma immagina cosa accadrebbe se le stesse critiche (ipercritiche) fossero ripetute pedissequamente da un collega o da un tuo conoscente. Le critiche che tu fai a te stesso producono lo stesso effetto ma in modo più subdolo, quasi a livello inconscio. Sei abituato a metterti sulla difensiva verso gli altri, ma non verso te stesso. Per questo il dialogo interno può influire negativamente sulle tue emozioni. Ma per fortuna può anche esserti utile per generare emozioni positive e portarti verso stati d’animo produttivi.
L’intento delle vocine interne è positivo, così come lo era quello delle figure educative della tua infanzia. Vogliono proteggerti dagli errori e aiutare a migliorarti. Per farlo in modo efficace, devi "educare" la tua voce interiore a esprimersi in maniera costruttiva. Come? Ti consiglio di fare gli esercizi seguenti.
Esercizio 1
La prossima volta che l’emozione sequestra la tua capacità di agire, parla a te stesso in modo positivo, continua a utilizzare in modo produttivo il tuo dialogo interiore finché non riesci a vincere il blocco emotivo.
Ricorda: cambiando il tuo modo di pensare e cambierai quello che provi!
Inizia il tuo processo di cambiamento analizzando il modo in cui parli a te stesso. Cosa ti dici nei momenti critici? Come lo dici? Con ironia? Con sarcasmo, con ira? Quale tono usi? Con quale intensità? Tendi a generalizzare, a esprimere giudizi o sei specifico e ti attieni ai fatti?
Il prossimo esercizio è utile per allenarti ad "ascoltare" il tuo dialogo interiore.
Esercizio 2
Inizia subito ad ascoltarti più consciamente.
Abituati a fare molta attenzione al contenuto e alla modalità con la quale ti rivolgi a te stesso e annota, appena ti è possibile, quello che hai osservato.
Per ciascun dialogo annotato (o ricordato) rispondi alle domande seguenti:
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Il dialogo contiene critiche o incoraggiamenti?
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Le critiche sono espresse in modo costruttivo o "distruttivo"?
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Se la critica non è costruttiva come potresti volgerla in senso costruttivo?
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Come potresti ammorbidire il giudizio su te stesso?
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Su quali convinzioni si basano la frasi che ti sei detto?
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Sono sempre valide quelle convinzioni o potresti renderle meno rigide?
Esempio:
Versi la tazzina del caffè sulla tovaglia pulita e ti dici "Sono sempre così imbranato!"
In questo caso il dialogo interno ha espresso una critica distruttiva. Questo dialogo va modificato in senso costruttivo. Ad esempio: "Sono stato disattento. Devo fare più attenzione se voglio che non capiti di nuovo". Potresti ammorbidire ulteriormente il giudizio su te stesso in questo modo: "Sono stato disattento, può capitare. Devo fare più attenzione se voglio che non capiti di nuovo"
La convinzione dietro il dialogo iniziale è "Sono imbranato, lo sono sempre, quindi non cambierò mai" (eco delle critiche ricevute in passato). Devi riflettere su questa convinzione e smontarla ponendoti domande come queste: "Ogni volta che prendo il caffè lo rovescio sulla tavola?", "Ci sono situazioni in cui mi sono dimostrato tutt’altro che imbranato?". Attraverso queste domande puoi trasformare la tua convinzione iniziale in quest’altra "In alcuni casi mi capita di comportarmi da imbranato, ma posso migliorare", molto più efficace per il tu miglioramento e il tuo sviluppo personale e per la gestione positiva delle tue emozioni.
Esercizio 3
Esprimere critiche in modo costruttivo non è semplice con gli altri, lo è ancora meno con se stessi. Ma, per quello che ti ho detto fin qui, è importantissimo riuscire a farlo. Prova a utilizzare lo schema descritto in questo esercizio.
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Evita gli avverbi che esprimono situazioni assolute (sempre, mai, nessuno, tutti):
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esempio negativo: "faccio sempre lo stesso errore tutti i giorni", esempio positivo "oggi ho fatto lo stesso errore che mi è già capitato di fare". Nel primo caso non mi precludo qualsiasi opportunità di miglioramento, nel secondo prendo coscienza di un errore che posso evitare in futuro.
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Critica il tuo comportamento specifico e non te stesso come persona:
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esempio negativo "Sono un fallito", esempio positivo "In questa specifica occasione ho fallito"
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Rassicura e incoraggia te stesso piuttosto che esprimere giudizi negativi:
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esempio negativo "Sei il solito pasticcione", esempio positivo "Solo chi non combina niente non rischia di combinare guai, sono cose che capitano"
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Analizza cosa è successo per trovare una soluzione e evitare che accada in futuro piuttosto che per arrovellarsi, trovare colpevoli e rivangare il passato:
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esempio negativo "Perché è capitato a me? E’ tutta colpa mia, me la sono cercata, come quella volta che ….", esempio positivo "E’ successo perché ho sottovalutato questo aspetto, la prossima volta so che è un elemento che non devo trascurare"
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Adesso tocca a te. Rileggi, interiorizza, agisci e metti in pratica. Fammi sapere che risultati hai ottenuto. Mi interessa conoscere la tua opinione. Condividila con gli altri amici che frequentano questa rubrica.
Libera l’emozione. Fa bene a te e fa bene a noi!
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Fabio scrive:
19 Gennaio 2008 alle 23:13
Commento di fabio Data: 17 Gennaio 2008 Ho scritto il libro “7 passixgoderedi+” inedito ma completo.Nel libro propongo tra l’altro un training guidato di 7 esperienze interiori per godere di più il piacere carnale, l’amore erotico e trascendente secondo le preferenze del lettore che voglia farne tesoro. Ho lavorato vent’anni in campo psicosociale. Mi piacerebbe che tante persone facessero tesoro per godere nel senso che intendi anche tu
Eugenio Guarino scrive:
19 Gennaio 2008 alle 23:19
Hai ragione Fabio, godere nella vita, della vita è una questione di attegiamento mentale, atteggiamento mentale positivo. Speriamo che si diffonda sempre di più. Noi facciamo la nostra parte. In bocca al lupo per il tuo libro. Appena è pronto mandamene una copia eh!
Giulia scrive:
7 Dicembre 2008 alle 00:30
bellissimo articolo! davvero molto utile, complimenti.
Guglielmo scrive:
23 Gennaio 2009 alle 19:59
Bell’articolo e profondamente vero: purtroppo il critico interiore è forte, così come l’abitudine ad ascoltarlo.
Cercherò di allenarmi a riformulare i miei pensieri in modo più costruttivo.
Grazie.