Teoria e pratica delle emozioni
Se ci chiedessero di citare un’emozione tutti noi sapremmo cosa rispondere. Qualcuno nominerebbe la paura, qualcun altro la gioia, difficilmente faremmo scena muta.
Se invece ci chiedessero che cos’è un’emozione, se ci chiedessero di "spiegare" le emozioni, se dovessimo rispondere alla domanda "perché ci emozioniamo?" le cose si farebbero più difficili.
Ad oggi non esiste una teoria unica delle emozioni. Esistono diverse teorie, tutte egualmente convincenti e verificabili, anche con metodo scientifico. Ciascuna spiega meglio di altre la realtà delle emozioni in certe circostanze o è in grado di metterne in luce con maggiore precisione particolari aspetti.
Insomma, per avere una spiegazione completa delle emozioni dobbiamo ricorrere a tutte queste teorie. Dobbiamo "accendere tutte le luci disponibili" per illuminare tutte le facce di questa "complessa struttura" che chiamiamo EMOZIONE.
Quali sono le principali teorie delle emozioni?
Per illustrarle mi rifaccio allo schema tratto da "La forza delle emozioni" di Christophe André e François Lelord - TEA (ed. febb. 2007 pag. 19)
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Corrente teorica |
Massima |
Fondatore o grande rappresentante |
Consiglio di vita |
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Evoluzionista |
Ci emozioniamo perché è scritto nei nostri geni |
Charles Darwin (1809-1882) |
Prestiamo attenzione alle nostre emozioni: ci sono utili |
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Fisiologica |
Ci emozioniamo perché il nostro corpo si emoziona |
William James (1842-1910) |
Controlliamo il corpo, controlleremo anche le emozioni |
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Cognitivista |
Ci emozioniamo perché pensiamo |
Epitteto (50-130 d.C.) |
Pensiamo in modo diverso: controlleremo le nostre emozioni |
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Culturalista |
Ci emozioniamo perché è un fatto culturale |
Margaret Mead (1901-1978) |
Prestiamo attenzione all’ambiente culturale in cui ci troviamo prima di esprimere o interpretare un’emozione |
Da ciascuna teoria possiamo trarre consigli pratici che possono aiutarci ad affrontare meglio la vita di tutti giorni. Vediamoli in dettaglio.
La teoria evoluzionista ci insegna che le emozioni sono il risultato di una selezione naturale dovuta al fatto che gli individui che le provavano sono sopravvissuti e si sono riprodotti. Oggi, i geni in cui sono scritte le nostre emozioni, continuano ad aiutarci a sopravvivere e a riprodurci, ad esempio, facendoci provare paura di fronte ai pericoli e gioia nelle relazioni con gli altri.
Consiglio pratico: impariamo a leggere il lato positivo delle emozioni, ossia l’informazione utile che queste ci trasmettono. Quando proviamo un’emozione è perché c’è un informazione importante da recepire e interpretare. E’ l’informazione che ha aiutato i nostri antenati a sopravvivere e riprodursi. Queste informazioni sono dunque un tesoro da cui attingere e da sfruttare a nostro vantaggio. Imparare a sfruttare le emozioni impedisce che siano loro a sfruttare noi.
La teoria fisiologica ci dice che prima di tutto è il corpo a emozionarsi. Proviamo quello che proviamo perché ci accorgiamo che il corpo reagisce ad un evento. Hai presente quello che accade quando eviti istintivamente un ostacolo? Il tuo corpo reagisce immediatamente, un istante dopo senti gli effetti della scarica di adrenalina per il pericolo scampato e provi quella sensazione che definisci "paura".
Consiglio pratico: il corpo produce le sensazioni che chiamiamo emozioni? E’ un’ottima notizia, perché allora vuol dire che possiamo condizionare il nostro corpo a generare l’emozione che vogliamo. Possiamo tenere sotto controllo l’emozione tenendo a bada il nostro corpo, la nostra postura, la nostra espressione. Almeno per un po’, almeno fino ad un certo grado di intensità dell’emozione che vogliamo controllare.
La teoria cognitivista ci dice che l’emozione che proviamo in risposta ad un evento dipende da quel che noi pensiamo dell’evento. L’emozione è il risultato di un processo cognitivo attraverso il quale classifichiamo gli avvenimenti. E’ stato creato un modello secondo il quale le emozioni vengono definite in base alla gradevolezza, prevedibilità, controllabilità, origine (noi, altri) dell’avvenimento. Ad esempio l’ira sopravviene quando un evento viene classificato da un soggetto come imprevisto, sgradevole, controllabile, originato da altri, mentre l’ansia si prova quando un evento è previsto, sgradevole, controllabile ("La forza delle emozioni" di Christophe André e François Lelord - TEA (ed. febb. 2007 pag. 17)).
Consiglio pratico: Pensando in modo diverso cambiamo ciò che proviamo rispetto ad un evento. Guardare le cose in modo diverso, più produttivo, trasforma le nostre emozioni. Interpretare l’informazione nel modo giusto fa la differenza fra vivere le emozioni e emozionarci per quel che la vita ci può offrire e l’eessere preda delle emozioni e dannarci per quel che la vita ci fa soffrire.
La teoria culturalista ci insegna a considerare le emozioni come reazioni apprese in un contesto sociale. L’intensità nell’esprimere e manifestare ma anche nel provare certi tipi di emozione varia da cultura a cultura.
Consiglio pratico: se le emozioni, almeno non tutte, non sono universali, significa che possiamo in qualche modo dominarle modificando il contesto sociale nel quale solitamente le proviamo o le esprimiamo. E’ possibile contribuire a modificare l’atteggiamento degli altri (o frequentare altri contesti) per poter provare sentimenti diversi rispetto a determinati accadimenti. Rendendo gli ambienti in cui vivi più orientati alle soluzioni, al buonumore, alla positività renderai te stesso incline alla felicità.
Sii responsabile dei tuoi sentimenti, chiediti cosa puoi fare tu per vivere meglio, trascina gli altri con il tuo entusiasmo e ritroverai (o alimenterai) la stima in te stesso e la gioia di vivere.
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La forza delle emozioni" di Christophe André e François Lelord - TEA
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grazia scrive:
3 Gennaio 2008 alle 12:19
Articolo molto interessante. Credo che il modo di esprimere le proprie emozioni sia diverso, in base alla nostra cultura e all’ambiente in cui viviamo. Se siamo circondati da persone positive, avremo emozioni positive e viceversa.
Eugenio Guarino scrive:
11 Gennaio 2008 alle 13:47
Grazie Grazia. Concordo con te.
roberto scrive:
16 Luglio 2009 alle 16:11
ho comperato il libro sulle emozioni di francois lelord la forza delle emozioni e devo ammettere che l’ho trovato molto interessante.sapere cosa sono le emozioni quali sono e come bisogna gestirle al meglio č importante pero’ bisogna imparare anche a comprendere le emozioni degli altri.ossai ad avere un comportamento empatico.avendo avuto dei problemi di depressione ho conosciuto una psicologhe molto preparate che mi hanno fatto amare questa materia la psicologia.saluti.