Emozioni

Riconoscerle, gestirle, sfruttarle

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2008
15
Giu

bonjour tristesse - come “maneggiare” la tristezza e vivere felici

di Eugenio Guarino



Se ne parla poco. Anche se è una delle emozioni fondamentali.

Prova, ad esempio, ad andare su Wikipedia e troverai solo poche righe. Eppure tutti l’abbiamo provata e la proveremo. Sto parlando della tristezza (o sofferenza).

Triste, perché?

Prova a pensare ai momenti in cui ti sei sentito triste. Cosa ha provocato in te questa emozione?

La tristezza è spesso legata alla perdita di qualcosa o di qualcuno, o nasce dal fatto di solidarizzare con qualcuno che soffre per aver subito una perdita. Corrisponde al ricordo che hai evocato?

Puoi aver perso il lavoro, un oggetto caro, un affetto, un’occasione importante, ma anche un valore: la dignità, "la faccia", l’onestà…

La tristezza, in genere, è più intensa se la perdita riguarda qualcuno e meno intensa se riguarda qualcosa. Ed è tanto più intensa se la persona persa è qualcuno con cui hai avuto una relazione duratura e intensa.

Analogamente la tristezza "empatica", quella che nasce dalla compassione per qualcun altro, è tanto maggiore quanto più numerose sono le affinità, le esperienze condivise, gli elementi in comune con la persona per la quale proviamo tristezza.

Un film ci rende tristi perchè ci identifichiamo con il protagonista, ci mettiamo nei suoi panni, ci affezioniamo a lui e poi soffriamo per lui, con lui.

A che serve la tristezza?

Come tutte le emozioni la tristezza ha svolto e continua a svolgere funzioni utili per l’evoluzione dell’uomo. Ma quali sono queste funzioni?

La paura ti aiuta a evitare i pericoli, questo è facile da coprendere. Le conseguenze negative di una tua azione pericolosa ti faranno provare tristezza. Per evitare di provarla eviti di mettere in pratica quell’azione.

La tristezza ti preserva. Da cosa? Prova a pensarci.

Provare tristezza ti fa star male, provoca dolore. E il dolore è una delle leve più potenti che modellano il comportamento umano. Se una situazione ti provoca tristezza imparerai in fretta a evitare le situazioni, i comportamenti che la generano. Sperimentando la tristezza ti proteggi meglio nel futuro, eviti di ripetere gli stessi errori.

La tristezza ti aiuta a superare le situazioni che la provocano. Sì, perchè ti spinge a riflettere sulla situazione e su te stesso, ti aiuta a conoscerti meglio.

La tristezza attira l’attenzione degli altri su di te, e così facendo ottieni il sostegno necessario per uscire più velocemente dalla tua condizione.

La tristezza fornisce gli strumenti affinché dissolva se stessa.

Tristezza o depressione

Se di tristezza si parla poco, di depressione se ne parla anche troppo! Quindi mi limiterò a indicare le caratteristiche essenziali che differenziano la tristezza dalla sua possibile deriva patologica: la depressione, appunto.

Pensa alla cosa che ti fa sentire triste e chiediti:

  • questa sensazione di tristezza è provvisoria o mi influenzerà per tutta la vita?
  • questa sensazione riguarda un’aspetto specifico della mia vita o coinvolge ogni ambito di questa? Posso pensare cose che mi rendono felice o tutto quello a cui penso è ammantato da un sottile velo di tristezza?
  • la tristezza che provo riguarda qualcosa che mi è accaduto o ha a che fare con me, con il mio carattere, con i miei difetti?

Se pensi che la tristezza che provi oggi ti accompagnerà per tutta la vita e non vedi via d’uscita, se coinvolge tutti gli ambiti della tua vita e non c’è niente a cui puoi pensare che non sia influenzato da questo sentimento, se pensi che questa sensazione abbia a che fare con te, per come sei fatto, allora quello che provi non è un’emozione (per sua natura temporanea, anche se intensa). Potrebbe esserci qualcosa di più profondo. Parlane con le persone che ti sono care. Fatti aiutare.

Se invece riconosci che il sentimento è passeggero, che è circoscritto ad un evento, ad un ambito specifico, se sei consapevole che è legato a qualcosa che è accaduto, che la causa è esterna da te, allora stai provando l’emozione "tristezza" o al massimo un sentimento (più lieve e duraturo di un’emozione) legato all’emozione "tristezza".

In questo caso passerà. Sfrutta l’emozione per coglierne i messaggi positivi ricordati prima e che adesso ti riassumo.

Come "maneggiare" la tristezza

Il primo impulso, quando si ha a che fare con le emozioni negative, è quello di soffocarle. Fanno soffrire, provocano dolore, pensiamo che soffocando queste emozioni soffocheremo il dolore e la sofferenza che provocano.

Ma è possibile soffocare le emozioni? Non so quale sia la tua esperienza personale. Io non ci riesco. O meglio, posso tentare di sopprimere le manifestazioni esterne, ma, presto o tardi, le sensazioni interiori riemergono in qualche forma.

Gestire le emozioni, controllarle, non significa soffocarle, negarle. Significa imparare dalle emozioni. Significa cogliere il messaggio positivo che ci trasmettono.

Non mi stancherò mai di ripeterlo.

Per gestire le emozioni devi amplificare il messaggio positivo, l’effetto teraupetico, le lezioni di vita che sono in grado di trasmetterti.

Ecco i vantaggi della tristezza:

  • Ti insegna, per quanto possibile, a evitare situazioni spiacevoli, che ti faranno provare di nuovo quella sensazione
  • Ti invita ad analizzare te stesso e gli eventi che l’hanno provocata, quando sei triste rimugini su ciò che ti è successo, spingendoti a trovare soluzioni migliori per il futuro
  • Attira l’attenzione e la cura degli altri; con l’aiuto degli altri puoi imparare cose nuove, puoi uscire prima dalla tristezza, puoi raccogliere consigli per il futuro - ATTENZIONE: a non crogiolarti troppo negli effetti positivi della "compassione" e dalla "solidarietà" altrimenti rischi di diventarne dipendente e se non impari le loro lezioni, alla fine l’effetto sarà quello di allontanare gli altri da te anziché di averli come alleati!

Ecco come uscire dallo stato di tristezza:

  • Il solo pensare agli effetti positivi della tristezza contribuisce ad uscirne
  • Agisci! Poniti un obiettivo positivo, che trasformi la causa della tua emozione, che ti faccia smettere di indugiare sulle condizioni sfavorevoli, sulle tue responsabilità, sul fatto di meritare o meno ciò che ti è accaduto e fai qualcosa che ti distragga e che cambi le cose e la tua visione di te stesso.
  • Poniti domande produttive: anziché chiederti "perchè proprio a me?", chiediti "cosa posso fare per uscirne?", "cosa posso fare per cambiare questa situazione?", "cosa ho da imparare di positivo da ciò che mi è successo?", "come posso volgere in positivo quello che mi è accaduto?". Scrivi queste domande su un foglio, aggiungine altre della stessa natura, riponi la lista in un posto sicuro e ogni volta che provi tristezza, tirala fuori, leggila, rispondi alle domande e inizia ad agire; prova e vedrai….
  • Sfutta la retroazione del corpo. Cosa è la retroazione del corpo? E’ l’effetto delle espressioni facciali e della postura sulle emozioni; le emozioni sono caratterizzate da espressioni facciali ben precise; quando provi un’emozione il tuo viso assume una certa espressione e il tuo corpo una postura particolare; la ripetizione emozione -> espressione, postura àncora l’emozione a quell’espressione e a quella postura; la conseguenza di questo ancoraggio è che quando cambi espressione e postura provi l’emozione associata a queste. Sei triste? Sforzati di passare dall’espressione triste  ad una allegra  e ti sentirai meglio. Certo, non è una tecnica risolutiva, non funziona a lungo, ma può essere la scintilla che innesta un cambiamento positivo, ciò che ti pone nelle condizioni di mettere in atto altre azioni per uscire dalla tristezza.
  • Parlane, parlane, parlane. Evita di chiuderti in te stesso. Esprimi i tuoi sentimenti, elabora ciò che provi.
  • Cerca di frequentare pesone allegre, positive e di partecipare a eventi gioiosi.

Prova ad applicare questi suggerimenti e lascia il tuo commento, dimmi come è andata o lascia il tuo commento per esprimere un tuo giudizio su questo articolo! Grazie

 


 

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44 Commenti a “bonjour tristesse - come “maneggiare” la tristezza e vivere felici”

    Marina scrive:

    Ciao Eugenio, passavo di qua e ho pensato di salutarti.:-).non ho ancora letto l’articolo ma ho già visto che mi piacerà…chi non ha momenti di tristezza? Non so se devo dire beato lui oppure no…essere tristi può essere utile per pensare e crescere…
    Per ora, un caro saluto
    Ciao
    Marina


    enza scrive:

    proprio oggi ho provato tristezza, ho perso una persona cara, carissima nella mia vita e….ogni tanto mi affiora la tristezza che si trasforma in lacrime, no pianto, lacrime di tristezza….faccio fatica a trovare quel pensiero positivo che mi da forza di cambiamento…quando come oggi, si affaccia alla mia vita questa perdita che si trasforma in tristezza qual’è il vero passaggio emotivo e mentale che debbo attuare? grazie


    Marina scrive:

    Concordo sul fatto che la tristezza vada “maneggiata” ma…è una parola riuscirci, quando il cuore scoppia di lacrime….
    Anche io sono qui perché ho avuto da poco una grande perdita e un grande dolore, sto cercando di costruire una storia d’amore tra me e lui, perché lui continui a vivere in me.
    Difficile…..ciao Marina


    Eugenio Guarino scrive:

    Ciao Marina, ciao Enza.
    Quando il cuore scoppia di lacrime, quando la tristezza si trasforma in lacrime, lascia che il tuo cuore e i tuoi occhi lacrimino. Non rinunciare all’effetto teraupetico delle lacrime. Starai meglio, ti spingeranno a riflettere e a elaborare la tristezza, a troverare conforto negli altri. Essere tristi non è un problema, il problema è indugiare nella tristezza, non riuscire ad uscirne. La tristezza “sana” cura se stessa e ti farà ritrovare la forza di risalire.


    FRANCESCA scrive:

    Complimenti x l’ottimo servizio che date, offrite tanti spunti interessanti!
    E’ da poco che sono iscritta alla vostra newsletter, quindi forse l’argomento che vi propongo è già stato trattato, ma vorrei sentirvi “parlare” dei sensi di colpa e di ocme superarli. in sostanza come perdonare sè stessi x aver commesso un errore, senza continuare ad autopunirsi. Grazie!


    Eugenio Guarino scrive:

    Grazie Francesca.
    Terrò conto della tua richiesta.


    annamaria scrive:

    il mio cuore piange e non riesco a risalire da questa grande tristezza ho una brutta malattia e questo ha allontanato la mia unica figlia che fare? nascondo a tutti la mia depressione ma sempre più spesso penso come si comporterebbero gli altri se non ci fossi più


    Eugenio Guarino scrive:

    Prova a manifestare la tua tristezza, Annamaria. Magari, chissà, questo potrebbe contribuire al riavvicinamento di tua figlia. Pensare al giorno in cui non ci saremo più ci rende migliori. Auguri di cuore per a tua battaglia.


    Rosalba scrive:

    In questo anno e mezzo ho avuto dei lutti,una cara zia, la zia acquisita, sua sorella, incidente stradale. Un cugino di 39 anni, un’incidente in cantiere,metà maggio.Perdite improvvise e violente, sul colpo. La prima perdita, può capitare, la seconda la sto affrontando. Mi piange letteralm. il cuore.Ho deciso di vivere questo momento ascoltando me stessa senza crogiolarmi in falsi pietismi.Mi aiuto con una psicologa,ci siamo date un tempo.Tt questo ha 1 senso quello che sarà, sarà migliore.Baci


    Eugenio Guarino scrive:

    Grazie Rosalba per aver condiviso con noi i tuoi sentimenti.


    Patience scrive:

    Gia il fatto di aver letto quest’articolo mi ha tirato un po su il morale.


    monica scrive:

    Grazie Eugenio,
    ho trovato il tuo articolo sulla “tristezza” interessantissimo, proverò a seguire i tuoi consigli….


    Eugenio Guarino scrive:

    Patience, mi fa felice sapere che l’articolo ti ha tirato un po’ su.

    Grazie il tuo commento, Monica, fammi sapere come è andata.


    manuela scrive:

    L’articolo mi ha fatto capire che ho sbagliato il modo di affrontare la mia tristezza e cosa ancora più grave ho capito che per far riflettere una persona che si è allontanata la cosa migliore è lasciarla nella sua tristezza almeno così rifletterà anche lei. Al contrario io ho sempre cercato di fargli credere che da quel momento mi bastava ciò che mi dava ottenendo che essa acquistasse quel grado di felicità e tranquillità che non la spronasse a riflette su ciò che aveva perso


    Claudia scrive:

    Ciao Eugenio,
    Passavo di qui e ho voluto lasciarti un commento.
    E comunque ti volevo dire che per me non è facile non piangere, io non piango spesso ma quando piango non riesco più a smettere e ora non so che fare perchè il mio ragazzo mi deve parlare su alcune cose su di me che lo spingono a lasciarmi la lui non vuole perchè gli piaccio…comunque grazie a te mi sono calmata comunque ciao..!


    characterx scrive:

    Grazie della rubrica,l’ho scoperta da poco e la
    sto leggendo pian pianino quando ho tempo.
    Stamattina ho fatto un sogno che mi ha reso molto
    triste,si tratta dell’allontanamento di un amico con
    cui ho diviso molte cose e al quale ogni volta mi
    rapportavo mostandomi le mie incapacita’.
    Ho provato sempre a soffocare le emozioni,ho cercato
    un metodo che mi consentisse di gestirle perche’ le
    emozioni mi hanno sempre frenato e impedito di fare
    cio’ che avrei voluto o potuto.


    characterx scrive:

    E il tuo mi sembra il piu’ sensato e funzionante.
    Volevo ringraziarti per questo,la mia tristezza e’
    diventata impegno e voglia di fare.
    Grazie.


    Eugenio Guarino scrive:

    Claudia e Characterx. la cosa che mi gratifica di più è sapere che ciò che scrivo sia stato utile o di conforto per qualcuno, per voi.
    Grazie


    matilde scrive:

    ciao mi chiamo angela maria .mi ha fatto piacere leggere il tuo articolo. anch io soffro di tristezza spesso anche depressione . ma riesco a tirarmi su pensando in positivo . reagisco con la voglia di fare mille cose . cerco amicizie positive e anche quelle negative . mi servono per rendermi conto che mal comune mezzo gaudio e cosi mi sollevo . amo la vita ma il mio cuore piange perche ho perduto l amore vero . grazie a tutti


    Alessandro scrive:

    grazie Eugenio…..ero triste e mi ha fatto bene leggerti…..ti dedico un sorriso….
    Ale


    Alessandro scrive:

    ricordate comunque che in tutto occorre darsi: tempo, fiducia e speranza……e il resto poi verrà.
    Ale


    lili scrive:

    ciao,ho letto attentamente i tuoi consigli, sono speciali!
    ieri ho chiuso 1 storia che non avrebbe potuto continuare,lui non mi amava,lo sapevo,è sempre stato sincero,io, forse si, o forse era solo 1 modo x evadere dal tran-tran quotidiano.
    io sposata, lui separato, 10 anni in meno di me, ecco xè lo sapevo… certo, stava bene con me, ma nulla di più.Ora, ha conosciuto 1 altra, allora, io mi sono ritirata.però è dura,i tuoi consigli mi aiutano.grazie paola.


    paola scrive:

    Quello che dici è corretto ma….ma io mi sento in gabbia! Volgo lo sguardo a tutto ciò che vorrei e lo vedo così lontano, così fuori dalle mie possibilità. Ti spiego…vorrei un uomo che sapesse amarmi con romanticismo e con la stessa attenzione che io sono disposta a dare ma…chi trovo e’ squallido e privo di sogni. Vorrei un lavoro che mi gratificasse ma alla mia età non ti prendono in considerazione…vorrei…vorrei una vita che non sembra spettarmi!


    Christian scrive:

    Ciao Eugenio,
    il tuo articolo è senza dubbio interessante.
    Però mi piacerebbe anche trovare degli articoli che riguardino l’autostima; in particolare come alimentare l’autostima per una crescita personale.
    Christian


    Eugenio Guarino scrive:

    Ciao Christian,
    Di “autostima” e crescita personale ne parlo qui:
    http://iomanager.wordpress.com
    http://diariodicrescita.wordpress.com
    Grazie per il tuo interesse.


    Elisa scrive:

    Grazie Eugenio…
    Per lili (17 settembre 2008).
    Nessuno ti può capire più di me…stessa disavventura.
    Bonne nuit tristesse


    iole scrive:

    Mio caro Eugenio,

    le tue parole e anche le “storie” di altre vite mi hanno aiutato ad avere un’attitudine positiva nei confronti dei numerosi momenti di tristezza che mi attraversano la mente. Il problema è che mi hanno aiutato nell’immediato, ma se non posso leggerle, non riesco ad appllicare certe “regole” nella vita quotidiana
    Io vivo una situazione sentimentale molto complessa: sto , da tre anni, insieme ad un uomo che convive da 10 anni con una donna e dalla quale ha un figlio di 7


    paoline72 scrive:

    ciao Eugenio…
    per caso sono capitata qui… complimenti, molto interessante ciò che scrivi,io ho imparato a gestire la tristezza da quando ho vinto la mia battaglia contro un tumore, quando mi sento triste penso sempre a quanto sono stata forte e in gamba in quel momento, e così tutto mi sembra meno pesante e più gestibile. Inoltre trovo sempre il modo di trasformare le cose negative in positive… non è facile ma è possibile… basta volerlo e guardarle con un’ottica diversa…


    maria scrive:

    Io sono triste perchè la mia mammma è morta improvvisamente, senza che io potessi esserle vicino. Ho sempre vissuto d’istinto di sensazioni,ma quella sera non ho capito che dovevo restare con Lei che non dovevo lasciarla sola, sono andata via poi l’ho chiamata al telefono mi era sembrata tranquilla l’indomani mattina l’ho trovata morta sul divano per un infarto. Non mi perdono di non aver capito non me lo perdonerò mai di averla lasciata sola proprio quella sera.. Le chiedo perdono maria


    Deborah Kathleen scrive:

    Ciao a tutti….
    ho 19 anni e sono sempre triste,anzi tristissima…la mattina mi sveglio e maledico la giornata che mi aspetta perchè so già che sarà uno skifo….penso di non essere l’unica.
    Ma la mia domanda è: come si fa ad evitare la tristezza,quando è un’altra persona a procurartela,e di questa persona non puoi fare a meno?
    Insomma..meglio morire di tristezza accanto ad una persona che ami anke se t fa soffrire o morire di tristezza per la solitudine??


    Maria scrive:

    Ho avuto un ictus tanti anni fa e da allora ho distrutto la mia vita.Pian piano sto allontanando tutte le persone che amo.Ho chiuso in me la sofferenza per un corpo che non è più quello di prima,che mi lascia in gabbia.So che non è giusto,so che faccio soffrire i miei figli,ma non riesco più a sorridere.Preferisco stare sola.Sono diventata acida,scorbutica,ingrata ed egoista.Non vedo via d’uscita.


    Laura scrive:

    Grazie, è davvero utile quello che hai scritto. Ti ho trovato per caso, un’altra volta forse darò un’occhiata agli altri articoli…ma mi piacerebbe sapere la tua opinione sulle storie brevissime d’amore in cui mi prendo e poi finiscono in fretta come erano cominciate…e ogni volta imparo certamente qualcosina m..vorrei imparare un po’ più in fretta, e non capisco come mai io non ci sia ancora riuscita…


    bambi scrive:

    caro Eugenio,sono una ragazza di 17 anni. Sai spesso mi capita di essere un po triste sarà ke questa è un’età critica,ci ritroviamo a essere nn più dei bambini e nemmeno grandi.Agli occhi degli altri i miei "problemi" se cosi si possono kiamare,potranno sembrare sciocchi,ma a me fanno pur sempre male. Ho trovato interessante il tuo articolo e spero cn la buona volontà di riuscire a superare i piccoli ostacoli ke mi affliggono.Arrivederci baci


    Stefi scrive:

    "Parlane, parlane, parlane. Evita di chiuderti in te stesso. Esprimi i tuoi sentimenti, elabora ciò che provi." E’ la cosa che in assoluto reputo più difficile… ma ho cominciato a farlo, facendomi violenza ogni volta… e ogni volta è una battaglia durissima che a volte vinco e a volte perdo… ma ho capito che è l’UNICA VIA DI USCITA. Grazie.


    iv scrive:

    … belle parole ma nella realta’ e’ tutto diverso.


    Neve scrive:

    non riesco a trarne niente di positivo. cerco di nascondere tutto quello che provo con il solo risultato di accumulare nervosismo e scoppiare a piangere così, senza un evidente motivo. ma leggere queste cose aiuta almeno un po’ perchè almeno sai di non essere sola con il tuo dolore. ma non tutti hanno la forza di andare avanti. ciao


    Maristella scrive:

    Cercare la verità in sé stessi può portare a vedere senza filtri, in modo forse crudo ma nitido, episodi e situazioni della propria vita che hanno provocato traumi profondi. Capire i propri traumi, riuscire a portarli alla luce, a me ha generato prima rabbia e delusione nei confronti della mia famiglia. Ma volevo uscire dalla rabbia e dalla delusione e mi sono impegnata ad elaborare quanto vissuto. Arrivare a provare tristezza senza rabbia è stata per me una conquista. Prossima tappa: la gioia!


    monica scrive:

    e facile dire maneggiare la tristezza per chi nella vita a ,subito cosi tante perdite,e ora non ne trova una via d uscita. E comunque vero che bisogna imparare dalle propie emozioni.Spero di farcela


    Pierangelo scrive:

    Ciao Eugenio, ho sofferto 8 mesi per la perdita dell’unica ragazza che abbia mai veramente amato, una storia di 4 anni bellissima. Ho sofferto davvero tantissimo e ho cercato vari modi di affrontare questa tristezza-depressione, ho passato tutte le fasi di questo dolore cos’ì immeso. Nonostante l’aiuto degli amici continavo a stare malissmo. Quello che hai scritto l’ho capito soffrendo per tanto tempo. Dal non crogiolarsi troppo nell’aiuto degli altri al crescere dalla sofferenza.


    Pierangelo scrive:

    Ero tornato con lei e ora siamo nuovamente divisi. Soffro di nuovo ma in maniera diversa. Questa sofferenza non mi sta distruggendo anzi mi sta facendo crescere tanto, mentalmente, sul piano dei raporti e fisicamente, fare cose buone studiare allenarmi mi fa stare bene. Quello che ho letto oggi rafforza quelle mie idee e ti rigrazio di cuore per questo servizio. Avrei voluto scoprirti prima ma sono sicuro che mi sarai comunque di grandissimo aiuto. Quello che scrivi bisogna viverlo per capirlo..


    chiara scrive:

    complimenti per quello che avete scritto
    per me la tristezza è dovuta dal fatto che tendiamo a vedere il lato negativo delle cose..
    mi capita di piangere per banalità che al momento mi sembrano irrisolvibili, però poi mi faccio un’esame della situazione e trovo tutti i lati positvi che la vita mi da.
    Vienici a trovare su:
    http://musinafelice.jimdo.com
    http://helpland.forumfree.net


    Dina Becton scrive:

    Questo e’ stato un buonissimo articolo con informazioni pratiche. Grazie mille, Dina.


    terri scrive:

    sono davvero triste, e mi sono resa conto durante la terapia di essere MOLTO chiusa. sono abbastanza ‘grande’ ed avrei voluto parlare molto tempo fa con qualcuno…ora ELABORARE il dolore e la tristezza nn è x niente facile, passano i giorni in cui vorrei fare cose più utili, invece di stare lì ad ELABORARE disperata….e incazzata. sono COMPLICATA e mi trovo CICLICAMENTE sempre in situazioni x soffrire molto…


    iene scrive:

    ciao io sn irene n sn d accordo proprio a quello ke dite voi xke qnd nn c’è nesssuno ad ascoltarti tu nn ti puoi sfogare io sto vivevndo un momento molto triste nn possoi dirlo a nessuno xke nn mo capiscono e la vivo dentro il mio cuore con mia madre ke si accorge di me mentre gli altri vivono felici e a me viane impito da una persona……….


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