Emozioni

Riconoscerle, gestirle, sfruttarle

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2006
15
Set

Genesi di un’emozione

di Eugenio Guarino





Genesi di un’emozione

 

Perché tutti noi, in certe occasioni, cadiamo preda delle emozioni?

 

EmozioneVogliamo apparire persone logiche e razionali ma la passione e l’emozione ci attanaglia.

 

Le scariche di adrenalina si manifestano nella nostra fisiologia, nel nostro tono di voce, nei nostri movimenti.

 

I sintomi li conosciamo tutti, vero? Lo stomaco si chiude, il cuore batte forte, le mani iniziano a sudare, la salivazione si azzera, la voce trema, vampate di calore raggiungono le nostre guance.

 

Perché accade questo al nostro corpo? E soprattutto cosa sta accadendo nel nostro cervello, il luogo dove hanno origine le emozioni?

 

Partiamo da quest’ultimo. Non sappiamo tutto sulle emozioni e non tutti sono ancora concordi sulla loro stessa definizione.

 

Però qualche punto fermo c’è. Nel suo libro "Essere Leader", Daniel Goleman, basandosi sul lavoro di Joseph LeDoux "Il cervello emotivo: alle radici delle emozioni", ci svela che la zona del cervello responsabile delle emozioni è quella che si è sviluppata per prima nell’evoluzione cerebrale dell’uomo. Le emozioni hanno dunque radici antiche. I nostri antenati vivevano quasi esclusivamente di emozioni.

 

Questa zona del cervello ha dunque svolto un ruolo fondamentale nella lotta alla sopravvivenza. Da lì, quando si presentava un pericolo partiva l’istinto a combattere, fuggire o restare immobili. Ti ricordano qualcosa questi comportamenti?

 

Quando ti senti aggredito da qualcuno, ancora oggi quale è il comportamento che l’istinto ti suggerisce?

 

Quando hai un’incontro importante, quando devi parlare in pubblico, quando devi sostenere un colloquio di lavoro, quale è la prima cosa che faresti d’istinto? emozione rabbia

 

A volte riesci a sfruttare l’emozione per affrontare la situazione.

 

A volte scapperesti via per sfuggire a quel disagio.

 

A volte ancora il terrore ti paralizza letteralmente o ti fa rimanere senza parole.

 

Non sempre le risposte comportamentali che istintivamente metti in atto sono logiche. Dipende dalla situazione in cui ti trovi.

 

Affrontare la situazione è la risposta più logica sei preparato, ma se non lo sei allora potrebbe essere più logico rinunciare e fuggire o addirittura rimanere immobile e aspettare che la situazione muti a tuo favore.

 

Ma le emozioni hanno poco a che fare con la logica. Il fatto è che le zone del cervello che sono responsabili della logica e delle emozioni sono diverse, anche se collegate. Ma c’è dell’altro, la zona responsabile delle emozioni può arrivare a dominare quella della logica, situata nell’area più esterna e frontale del cervello.

 

Ancora oggi, trovandoci di fronte a situazioni sfidanti, complesse, che richiedono un’intensa energia fisica e mentale, il nostro cervello invia al nostro corpo segnali che scatenano la reazione fisica che aveva lo scopo di proteggerci da pericoli antichi, come ad esempio l’attacco di un predatore e di garantirci la sopravvivenza fisica.

 

Il cuore batte per far arrivare il sangue anche nelle zone periferiche del corpo e ossigenare meglio i muscoli che ci servono per la fuga. Il respiro aumenta per lo stesso motivo. La salivazione si azzera perché i liquidi vengono utilizzati per aumentare la sudorazione che rinfresca il nostro corpo e lo rende più resistente allo sforzo e quindi alla lotta o alla fuga.

 

Per fortuna queste reazioni sono attenuate dai limiti imposti dalla corteccia prefrontale del cervello. La logica, insomma, nell’uomo di oggi si assume le sue responsabilità. L’emozione ci infiamma, ma il fascio di neuroni che collega l’area delle emozioni all’area della logica, attiva (il più delle volte) le nostre risposte razionali. Sul momento perdiamo la testa, ma (di solito) ci riappropriamo delle nostre capacità logiche e torniamo in noi.

 

Cosa possiamo imparare da tutto questo?

 

1) che le emozioni non si possono reprimere

2) che possiamo imparare a comprenderle

3) che se le comprendiamo possiamo controllarle

4) che se le controlliamo possono fare in modo che ci siano utili

5) che quindi possiamo sfruttarle a nostro favore

 

Controllare le emozioni non vuol dire limitarle, bloccarle. Ma anzi può significare amplificarle se si tratta di emozioni piacevoli e produttive. Significa sfruttare in positivo quelle che, lasciate allo stato brado, potrebbero avere degli effetti negativi su di noi.

E cosa c’è di più meraviglioso di riuscire a controllare le emozioni e i propri stati d’animo. Quando ci riusciamo possiamo dire di essere veramente padroni della nostra vita. Possiamo sentirci felici quando vogliamo. Possiamo essere consapevoli di ciò che ci accade e trarre energia da ciò che proviamo per ribaltare la situazione.

 

Ti piacerebbe prendere il controllo delle tue emozioni? Pensi che possa esserti utile? Lo trovi interessante? Allora continua a seguire questa rubrica.

 

 

Perché non mi racconti un episodio della tua vita in cui l’emozione ti ha salvato da una brutta situazione? …Dai non fare il timido, contribuisci anche tu ad arricchire il circuito raccontandoci la tua esperienza. Ci conto!

 

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1 Commento a “Genesi di un’emozione”

    Alessia scrive:

    io non ricordo episodi della mia vita in cui l’emozione mi ha salvata da un pasticcio, anzi ricordo di emozioni che hanno preso il sopravvento complicando tutto. Forse é un’utopia controllarle…


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