Affrontare le emozioni
E’ possibile controllare le emozioni?
Come ti sentiresti se fossi in grado di controllarle?
Come ti sentiresti se riuscissi a sperimentare una forte gioia semplicemente “comandando” alla tua mente provare tale sentimento?
Come ti sentiresti se riuscissi a mutare il tuo stato d’animo in pochi istanti?
Come cambierebbe la tua vita?
Pensi che valga la pena tentare di ottenere questi risultati? Certo che sì.
Io ci riesco spesso e puoi farlo anche tu.
Hai dei dubbi in proposito? Pensi che non sia possibile cambiare uno stato d’animo o produrre un’emozione in un attimo? Eppure scommetto che ti è accaduto spesso. Non è forse vero che guardando un film molto triste o molto allegro il tuo stato d’animo cambia? Un film come "Schindler’s list" di Spielberg è capace di produrre emozioni intense in chiunque lo guardi. I film dei grandi comici, Totò, Sordi, gli sketch di Verdone, Troisi, Benigni sono o no capaci di metterti di buon umore anche quando tutto nella tua giornata è andato storto?
Attraverso le immagini, i suoni, i colori, le parole i grandi comici e i grandi registi sono capaci di indurre la nostra mente a provare forti emozioni e il nostro corpo a reagire di conseguenza.
Se qualcun altro è in grado di farlo perché non potresti farlo anche tu? Perché non potresti indirizzare le tue emozioni, con il dialogo interno, immagini mentali, riferimenti, esempi, ragionamenti?
Di sicuro puoi farlo. Puoi “ingannare” o meglio dirigere la tua mente, le tue emozioni per un motivo molto semplice e scientificamente riconosciuto. Il punto è che, come sostiene Dylan Evans in “Emozioni – la scienza del sentimento”, se sei convinto che la mente funzioni in un certo modo, allora, anche se la tua convinzione è completamente sbagliata, la tua mente comincerà a comportarsi assecondando la tua convinzione”.
D’altronde quest’idea non è nuova. Aristotele, nel suo trattato sulla retorica, affermava che le emozioni influenzano i nostri pensieri e ne sono influenzate.
Tutto ciò attribuisce un enorme potere alle emozioni e alle convinzioni (o credenze) rafforzate dalle emozioni. Sta a noi utilizzare bene questo potere, volgerlo a nostro vantaggio anziché ritorcerlo contro di noi. Sta a noi utilizzare le emozioni in modo potenziante anziché farci prendere in ostaggio da loro.
La passione, la gioia sono gli ingredienti universali che possono regalarti una vita felice. Passione e gioia sono le componenti per una comunicazione efficace, per ottenere grandi risultati, per accrescere la propria autostima, per essere amati, apprezzati, stimati.
Allora vediamo in concreto come puoi iniziare ad allenarti a utilizzare le emozioni a tuo vantaggio. Come puoi provare i sentimenti che tu decidi di provare, come puoi scegliere di interpretare le emozioni che provi in senso produttivo, come puoi controllare un sentimento negativo e trasformarlo in uno stimolo positivo, potenziante.
Anthony Robbins in “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario” afferma che ci sono quattro modi fondamentali per affrontare le emozioni:
- Evitarle – eludendo tutte quelle situazioni che potrebbero portare a provare le emozioni, almeno quelle che si temono
- Negarle – facendo finta che non esistono
- Farsi impadronire da loro – diventando consapevolmente preda delle emozioni e crogiolandosi delle conseguenze negative.
- Imparare ad usarle – fare in modo che le emozioni lavorino a proprio vantaggio
Evitando le emozioni si finisce inevitabilmente per cadere preda proprio delle emozioni da cui ci si vuole sottrarre. Si rischia di vivere una vita piatta, grigia, piva di passione, di sorprese, di quel sale che rende la vita divertente, entusiasmante, degna di essere vissuta.
Negandole ci priviamo dei messaggi che le emozioni ci inviano. Ma alle emozioni non si sfugge. Se non reagisci loro aumentano di intensità e alla fine loro si impossessano di te rendendo ancora più difficile reagire positivamente. Senza accorgertene ti trovi ostaggio dell’emozione da cui volevi dissociarti.
Divenire vittima delle emozioni è forse il rischio più grosso, la trappola in cui è più facile cadere. E’ facile dolersi esteriormente delle emozioni negative ma sotto, sotto, più o meno consciamente, godere di quei piccoli vantaggi che la sventura a volte ti riserva in termini di attenzione, considerazione, compassione degli altri. E quindi invece di reagire si tende a lasciarsi trascinare sempre di più nel baratro emotivo.
Dal punto di vista evolutivo evitare le emozioni significa rinunciare a svolgere quelle attività che consentano la perpetuazione della specie, negarle significa cancellare i segnali di pericolo e andare dritti verso i pericoli dai quali ci proteggono, lasciare che si impadroniscono di noi significa esserne sopraffatti e rendendoci incapaci di agire e reagire alle avversità. Insomma questi modi di affrontare le emozioni di certo non hanno l’effetto di facilitare la sopravvivenza e la riproduzione ma, al contrario, favoriscono il cammino verso l’estinzione.
Ma se siamo ancora su questa terra, le emozioni devono aver svolto un ruolo produttivo e per averlo svolto devono, in qualche modo, aver lavorato a nostro vantaggio.
Oggi, cosa che forse non è avvenuta con i nostri antenati, possiamo fare in modo che questo processo sia conscio, sia guidato da noi. Oggi siamo consapevoli di quale sia il modo migliore per affrontare le emozioni e quindi possiamo concederci il lusso di decidere di utilizzarle a nostro vantaggio. Ed è un lusso preziosissimo.
Quando provi una emozione chiediti quale messaggio produttivo, potenziante ti sta trasmettendo.
Poniamo che devi affrontare una presentazione in pubblico. Via, via che si avvicina l’evento la tua mente tende ad essere sempre più rapita, monopolizzata dal pensiero di quella situazione. Sensazioni strane nel tuo stomaco, il respiro accelera, il battito cardiaco anche.
Prova a chiederti: "Perché la mia mente reagisce così? Cosa vuole dirmi il mio corpo? Quali segnali mi sta inviando. Che indicazioni mi sta fornendo?"
Pensa alle emozioni come se fossero il tuo personalissimo coach, il tuo allenatore che ti suggerisce la risposta migliore per te, per i tuoi obiettivi, per i tuoi risultati.
Certamente questi segnali ti avvisano che stai per vivere un momento importante per te, per la tua autostima, per la tua carriera. Ti dicono “stai per affrontare qualcosa di grande, una situazione diversa e impegnativa, stai pronto a concentrare tutta la tua attenzione su questa cosa, preparati adeguatamente, concentrati sui pensieri e sulle azioni che ti porteranno ad avere successo…”. Le emozioni ti dicono che devi agire per affrontare al meglio la situazione. Ti suggeriscono di mettere in atto tutte le strategie che ti consentono di raggiungere il risultato desiderato.
Sfrutta l’energia delle emozioni convogliandola verso quelle azioni che aumentano le tue probabilità di successo. Sfrutta l’adrenalina per prepararti meglio, per infondere passione e energia alla presentazione, per scoprire e applicare le tecniche per familiarizzare con il pubblico, per comportarti con disinvoltura, per coinvolgere il pubblico e comunicargli con forza e incisività il messaggio che gli è più utile.
Ti suggerisco tre esercizi da fare per prendere coscienza dei segnali delle emozioni, per distinguere quelli positivi da quelli negativi, adottare i primi e sbarazzarti degli altri.
Primo esercizio: ogni volta che proverai un’emozione nei prossimi 15 giorni chiediti quali segnali d’azione positivi, potenzianti ti sta suggerendo.
Secondo esercizio: ogni volta che proverai un’emozione nei prossimi 15 giorni chiediti quali segnali d’azione negativi, depotenzianti ti sta suggerendo. Quando ne hai preso coscienza sforzati di allontanare la tentazione di cadere nella loro trappola.
Terzo esercizio: immaginati le conseguenze delle azioni potenzianti e di quelle depotenzianti suggerite dalle emozioni. Anticipa i risultati che raggiungerai se darai ascolto alle prime e quelli che otterrai con le seconde.
Adesso sei pronto per conoscere le tecniche per procurarsi gioia e felicità….
Segui il prossimo appuntamento con la rubrica sulle emozioni!
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daniele scrive:
1 Novembre 2006 alle 21:36
A me capita sempre di provare timore quando il mio superiore mi cerca. Mi domando sempre: che cosa ho fatto stavolta? Cerco di fare un analisi ma non riesco a trovare cosa vuole veramente e per cosa potrei essere incolpato. Di solito infatti mi vuole solo per rimproverarmi. Mi trovo impacciato ed imbarazzato e mi pongo o sulla difensiva oppure lo assalgo ottenendo cose peggiori. Posso avere una soluzione a questa situazione? Grazie Daniele
Ba scrive:
2 Novembre 2006 alle 20:13
Caro Daniele, e se non ti cercasse per “rimproverarti” ma per “correggerti” e “migliorarti” ? Certo, viste da dentro sono situazioni molto simili, ma la differenza ? netta…ci hai mai pensato ? Una critica costruttiva pu? sembrare un rimprovero ma non ? quello lo scopo…
E poi: ha senso preoccuparti di cosa ti vorr? dire se ? solo questione di tempo per saperlo ? Io mi sforzerei di attendere e vedere cosa succede…piuttosto che perderci il cervello con congetture. Auguroni, Ba
antonella scrive:
4 Novembre 2006 alle 12:59
Ho il problema che non riesco ad essere spontanea quando un ragazzo mi piace,non riesco a controllare le mie emozioni,o sono imbarazzata o lo evito oppure quando lui si avvicina magari per scherzare, per paura di essere derisa divento agressiva?come posso fare??Grazie da Antonella
luisa scrive:
15 Gennaio 2007 alle 19:42
Mi emoziono davanti ad un pubblico.Da piccola arrossivo,ora sono peggiorata con gli attacchi di panico.Per pubblico intendo anche semplici personeche si trovano ad una festa.Insomma la cosi detta fobia sociale.Vorrei controllare le emozioni negative.Cordiali saluti
|► Come si fa a controllare le emozioni? scrive:
23 Gennaio 2007 alle 23:29
[…] Daniele e Antonella vorrebbero sfuggire entrambi dal timore di essere rimproverato dal capo Daniele, di essere derisa Antonella dal ragazzo che gli piace, Antonella. […]
Angelo scrive:
6 Gennaio 2008 alle 10:38
Non è per me che scrivo, ma per mio figlio. Da 8 mesi è inserito in una comunità per risolvere i suoi problemi con la cocaina. Fondamentalmente il ragazzo (21 anni)non accetta le cadute emozionali, è poco concentrato nelle cose che fa anche e vorrebbe il contrario. Non ha mai accettato queste sue cadute anche perchè ha forti capacità intellettive che usa a tratti (ha frequentato medicina e nei test d’ingresso è stato uno dei primi 50 su 1200).Quali esercizi..per padroneggiare le emozioni? GRAZIE
Eugenio Guarino scrive:
20 Giugno 2008 alle 13:34
Angelo, scusa se ti rispondo così in ritardo.
I consigli per padroneggiare le emozioni li trovi scritti in queste pagine.
Sinceramente l’unico consiglio in più che mi sento di darti è di continuare a rivolgerti personale specializzato per il trattamento della sua dipendenza.
Sono sicuro che il tuo ragazzo ha forti capacità intellettive, ed è per questo che è così sensibile. Fai in modo che faccia leva proprio sulle sue capacità e le sue emozioni.
Grazie per la fiducia e auguri.
Martina. scrive:
25 Giugno 2008 alle 10:39
Salve!
Sono una mamma di 33 anni, molto molto sensibile, emotiva e per tanti anni faceva fatica a stimarsi e accettarsi…
L’unico modo per gestire le proprie emozioni è accettarle,accettarsi!!! Perchè bisogna trattenersi?? Se un ragazzo mi prende in giro perchè capisce che a me piace, vuol dire che non mi conosce, non mi merita…Ma vale sempre la pena essere se stessi, con tutti e chiunque!! Specie se questa persona è interessante. Se è interessante lo sarà non solo esteticamente….Baci!!